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Processo Aemilia:la classe VC sezione classica del nostro liceo presente all’ UDIENZA DEL 31 MAGGIO

“La legalità inizia dalla quotidianità”: questo è ciò che è stato ripetuto più volte alla classe 5 C classico nel corso dei due incontri che hanno preceduto, nelle scorse settimane,  la partecipazione ad una udienza  del processo Aemilia che si sta svolgendo nella nostra città.


Il protagonista del primo incontro è stato il dott. Paolo Bonacini, giornalista molto noto, oggi fra le fila  de  Il Fatto Quotidiano e fin dall’inizio sul campo per la Camera del Lavoro di Reggio Emilia con l’incarico di seguire da vicino il processo Aemilia documentandone  gli sviluppi e le caratteristiche.Il dott. Bonacini ha reso partecipe la classe delle cause, delle modalità e dei primi risultati  del processo Aemilia portando i ragazzi ad una nuova consapevolezza riguardo la struttura della criminalità organizzata e di come essa non sia lontana ed estranea, ma, viceversa, assai a vicina e radicata  nella nostra città e nelle nostre vite.

Nel corso dell’incontro, tra i resoconti sull’andamento del processo e i suoi protagonisti, e le domande dei ragazzi , il dott.Bonacini  ha invitato tutti i presenti a riflettere su come anche la “domanda” di illegalità chieda risposte inerenti la politica, il sociale, l’economia , ma anche su come si possa seguire la strada della legalità a partire dalle piccole cose, come rispettare un semaforo o attraversare sulle strisce, e di quanto basti poco per rendere il nostro mondo e ancor prima la nostra città un posto più vivibile , equo e “ legale”, “educandosi” al senso civico e alla responsabilità personale.

Lo stesso concetto di “quotidiana legalità” lo ha ribadito anche la prof. Maria Mussini, che da senatrice nella XVII legislatura ha presentato una proposta di legge, discussa e approvata insieme ad altre simili,  atta alla tutela di tutti coloro che segnalano irregolarità o reati sul posto di lavoro, sia nel pubblico che nel privato.L’elaborazione della legge ha richiesto, alla dott.ssa Mussini e ai suoi collaboratori, ben due anni , durante i quali si è lavorato con l’ obbiettivo di tutelare i whistleblowers (“suonatori di fischietto”, in italiano) in modo da rendere la segnalazione di eventi spia di reato non un martirio, bensì un gesto “ordinario” compiuto senza timore di ripercussioni quali, ad esempio, il licenziamento o, addirittura, la riprovazione o l’isolamento.

Infine, dopo questi incontri di preparazione, la classe 5C si è recata, giovedì 31 Maggio, presso l’aula bunker del tribunale di Reggio Emilia per osservare e sentire in prima persona ciò che fino ad allora le era stato solo raccontato. Vedere gli imputati, i giudici e gli avvocati ed  ascoltare le parole della difesa ha dato concretezza alle parole del dott. Bonacini e della dott.ssa Mussini.Durante queste esperienze gli alunni della 5C hanno vissuto la legalità e conosciuto le possibili strade dell’illegalità, le hanno toccate con mano e hanno fatto tesoro degli insegnamenti loro trasmessi , al di là e al di sopra dei libri di scuola.