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Anche quest'anno, grazie al  prezioso interessamento e all'impegno con cui la prof.ssa Maria Carla Ferrari, in occasione della “XIII settimana dedicata alla salute mentale" ha garantito i contatti tra il mondo della scuola e l'universo delle istituzioni psichiatrico-sanitarie, i ragazzi delle classi VC - sezione classica-e della IV E - sezione scientifica - del nostro Liceo, accompagnati dalle prof. Barbara Castiglioni e Arianna Torreggiani, hanno potuto condurre un coinvolgente percorso di approfondimento disciplinare la cui conclusione è avvenuta con la lezione magistrale di un ospite prestigioso, il dottor Gaddomaria Grassi, psichiatra, Direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’azienda AUSL di Reggio Emilia.

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Grazie all’interessantissimo intervento di Grassi, uno dei più importanti professionisti del settore operante sul nostro territorio, i ragazzi hanno potuto seguire, in una prospettiva storica, le trasformazioni degli Istituti psichiatrici ospedalieri, comprendendo la loro controversa funzione e la complessità della loro vicenda, nel tentativo di cogliere il senso di quel grande processo attraverso il quale il nostro sistema sociale, unico al mondo, ha saputo rinunciarvi dopo la Legge Basaglia. A partire dalla difficile questione della caratterizzazione e dell’anamnesi di ciò che si può considerare “malattia”, “disagio” , “salute mentale”, lo psichiatra ha decritto gli interventi possibili oggi, non solo in riferimento ai cambiamenti negli approcci di cura, ma anche approfondendo le condizioni culturali, politiche e professionali che portarono alla nascita dell’ospedale psichiatrico e al suo cambiamento nella storia e a ciò che per lungo tempo ha rappresentato una sorta di “cono d’ombra” nell’evoluzione della psichiatria: gli ospedali psichiatrici giudiziari, i cosiddetti OPG. Ora, che la situazione è molto cambiata in questo settore, il dottor Grassi, senza nascondere le difficoltà del caso, ha saputo sollecitare ampiamente la curiosità e la motivazione degli studenti.

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Queste le altre tappe del viaggio:

-Visita alla collezione del museo di Storia della psichiatria, presso il padiglione “Lombroso” dell’ex ospedale psichiatrico San Lazzaro e consultazione di cartelle cliniche di inizio ‘900.

Il museo e la vicina biblioteca-archivio, istituiti nel 1875 dall’allora direttore Carlo Livi per mostrare, in ottica positivista, le scoperte e le applicazioni che costituivano un vanto per la scienza psichiatrica e le sue istituzioni manicomiali, raccolgono oggi numerosi teschi della collezione craniologica, strumenti medici e di laboratorio, oggetti di contenzione e macchinari utilizzati a fini terapeutici. Crea un certo stupore ed invita ad una profonda riflessione, ora che il disagio mentale viene affrontato in un’ottica insieme fisiologica, psicologica e sociale, addentrarsi nella storia della psichiatria di inizio ‘900 e soffermarsi sull’uso della strumentazione dell’elettroshock o della lobotomia, osservare le camicie di forza, conoscere i protocolli medici che gli psichiatri di un secolo fa seguivano per internare i pazienti . Il percorso di visita, però, non si esaurisce qui: consente anche di leggere le “tracce” lasciate dai ricoverati stessi nel corso di tutto il XX secolo. Ve ne sono di interessantissime, desumibili dalle cartelle cliniche che la dottoressa Bombardieri, archivista e bibliotecaria della biblioteca scientifica “Carlo Livi”, con sede nel padiglione Morel , ha consentito ai ragazzi di studiare, ma si può ascoltare anche l’eco delle “voci” dirette dei ricoverati: nelle incisioni sui muri delle celle del museo, nelle immagini fotografiche che riproducono abiti, sguardi e posture, o realizzate in forma di opere d’arte : terrecotte, sculture, disegni, dipinti, poesie. Un viaggio nel passato, ma ovviamente anche un viaggio dentro di sé e un percorso di autentico confronto fra sé e gli altri; un viaggio di inestimabile valore educativo.

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-Partecipazione alla XIII settimana dedicata alla salute mentale (22 Settembre-2 Ottobre2017) con la visione del film “La pazza gioia” di P. Virzì e il successivo incontro con alcuni testimoni: psicologi, facilitatori, familiari e rappresentanti della Associazioni “Sentiero Facile “ e “Sostegno&Zucchero” . La settimana dedicata alla salute mentale ha rappresentato per i ragazzi un’opportunità di confronto e di approfondimento di tali temi in tutte le loro sfaccettature, nel tentativo di demistificare i luoghi comuni e combattere i pregiudizi. Il nostro Istituto ha aderito con interesse, guidato dalla convinzione che il disagio mentale chiami in causa tutti, sul piano personale, sociale e culturale: salute e malattia non possono essere considerate solo nella loro dimensione astratta, conosciuta attraverso i testi scolastici, ma come un complesso di criticità a carico di un intero sistema.

-Compilazione di una batteria di test d’indagine sulla conoscenza dei sintomi del disagio mentale e studio dell’incidenza dello stigma ad esso relativo, in collaborazione con il dottor Luca Pingani , Direttore delle Attività didattiche del Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica dell’Università di Modena e Reggio.

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